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Movimento 5 stelle: il vento che spazza la casta.

Aveva ragione Grillo nel 2010 “né destra, né sinistra. Semplicemente in alto.”

Non si può parlare di anti politica, di Grillo un misto tra gabibbo e il primo Bossi, come fa D'Alema.

Il M5S è la risposta dei cittadini all'antipolitica rappresentata da questa accozzaglia di parlamentari e segretari di partito che non rappresentano più nessuno. Le primarie sono uno strumento offeso e calpestato dallo stesso centro sinistra (prima a Napoli, poi a Palermo, ad esempio), diventano vincenti quasi esclusivamente quando a vincerle è un candidato non sostenuto dal Pd (Vendola, De Magistris, Pisapia, Doria). Palermo è l’ennesima prova che quando i maggiorenti del Pd si muovono per sostenere un candidato, il risultato è il crollo del consenso (prima son riusciti a far perdere Rita Borsellino, poi hanno travolto Ferrandelli, sostenendolo contro Orlando).

I partiti non hanno capito il valore della rete, ormai chiunque può analizzare l'operato di ogni amministratore; Sindaci e amministratori capaci trovano spazio e fanno "scuola", a prescindere, come direbbe Totò e una mia cara amica, dal colore politico. Luca De Carlo, Michele Tripodi, Domenico Finiguerra (già grande Sindaco di Cassinetta e purtroppo per solo 16 voti escluso dal ballottaggio ad Abbiategrasso), Marco Boschini, Giovanni Favia, Ezio Orzes e potrei citarne tanti altri, sono esempi di buona Politica, esempi da seguire; persone con idee politiche spesso divergenti e in alcuni casi opposte, ma che hanno una qualità che li unisce: essere ottimi amministratori.

Queste elezioni hanno mostrato la pochezza dei partiti della cosiddetta seconda repubblica (personalmente mi sembrano solo la continuazione peggiorata della prima repubblica) e la nascita di un movimento che partendo dal basso ha spiazzato apparati di partito vecchi e inefficienti, ora bisogno solo continuare ad essere vigili e non dare spazio a questa casta arroccata nel palazzo, che tenterà qualche colpo di coda.

Un discorso a parte merita la nostra provincia di Frosinone. Da noi questo vento di cambiamento non riesce a spirare, da noi trionfa sempre la politica del <<voto chi mi può dare qualcosa>>. Da noi sono sempre gli stessi personaggi (a volte cambiano solo faccia, ma il metodo è lo stesso) a farla da padrona e reputo per questo buono il risultato del M5S a Frosinone, dove a giocarsi la poltrona di sindaco sono stati concretamente un candidato eternamente bocciato dagli elettori per il centrodestra, un sindaco uscente che ormai non può che rappresentare il declino della città visto che da tre mandati (due da vice sindaco) amministra il comune e l'ex sindaco che dopo essersi presentato come presidente della Provincia sostenuto dall'Udc ha dichiarato che la stessa è un ente inutile (che differenza con il M5S, anche loro sono, giustamente, contro le provincie, ma coerentemente non si candidano nelle elezioni provinciali).

In questa situazione raccogliere circa 660 voti per la candidata sindaco del M5S, Enrica Segneri è un buon risultato.

Il risultato più bello a livello nazionale è rappresentato dal fatto che i cittadini si sono ripresi il diritto di candidarsi, la possibilità di amministrare e di dimostrare che fare buona Politica è possibile.

Pubblicato il 8/5/2012 alle 8.15 nella rubrica Diario.

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