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Congresso dei Verdi...dalla padella alla brace

Ormai è chiaro, i gruppi dirigenti dei partiti della sinistra non imparano dalle lezioni che gli elettori stanno provando a dare da molti anni.
Un piccolo bacino di voti diviso tra Sinistra e libertà, Rifondazione, Pdci, Vendoliani e Verdi. Tutti contro gli altri armati. Il Popolo della Sinistra chiede unità e loro continuano a scindersi. Ormai questi partiti sono diventati nano particelle che non affascinano e non trascinano ma servono solo a far dibattere personaggi che non hanno nulla da dare per far crescere la Sinistra.
I Verdi, il mio partito (ex partito da un paio di anni) è la dimostrazione lampante di quanto inutile e sterile sia questa lotta interna tra i dirigenti che hanno seppellito il partito; unico partito Verde in Europa che invece di crescere riesce a dividere anche quel misero 1% di consenso rimasto.
Dopo innumerevoli batoste elettorali i nomi di coloro che si propongono di risollevare la sinistra sono gli stessi che l’hanno affossata.
Se i vari Boato, Bonelli, De Petris, Cento, Bettin, Fundarò, ecc. avessero a cuore la crescita elettorale ma soprattutto la concretizzazione di una vera politica ecologista avrebbero fatto un passo indietro per permettere un vero ricambio di persone e di idee. Invece ancora oggi ci troviamo a parlare delle solite cose e delle solite prospettive: da una parte chi aspira a diventare o un cespuglio del Pd dalemiano o un’alleanza ibrida con i Radicali (Bonelli e Boato) e chi, invece di dare vita ad un vero partito di Sinistra, punta all’ennesima riedizione di un cartello elettorale che mai ha pagato nella storia degli ecologisti italiani (De Petris, Cento, Francescato).
Un vero peccato, perché in questo pianto greco una figura in grado di rilanciare gli ecologisti italiani c’è ed è Monica Frassoni. In Europa lo hanno capito e mentre quelli italiani litigavano, i partiti ecologisti europei indicavano in Monica Frassoni la migliore soluzione per ricoprire il ruolo di portavoce del Partito dei Verdi europei.
Con questo cieco gruppo dirigente è giusto intonare il de profundis del Sole che ride ed è grottesco leggere le dichiarazioni di chi, da favorito, ha perso il congresso. La scelta è semplice o si resta nei Verdi o si aderisce a sinistra e libertà da cittadini elettori. Purtroppo il fascino del non essere un semplice elettore è troppo forte in chi ha sempre cercato un posto al sole e già parlano di nascita di nuove associazioni di Verdi per Sinistra e libertà.
Emblematica l’assenza del capo dei Verdi negli ultimi anni. Il fantasma di Alfonso Pecoraro Scanio sicuramente si aggirava per il congresso e conoscendo la sua influenza su molti Verdi non mi meraviglierei se, come sempre, avesse deciso lui chi far vincere e chi far perdere.
Purtroppo la stessa analisi si può fare di ogni nano particella della sinistra italiana.

Pubblicato il 12/10/2009 alle 6.25 nella rubrica Diario.

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