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SCITTARELLI, L'ACQUA E LA COERENZA

Il sindaco Scittarelli (UDC) e la sua maggioranza di centrodestra continuano a dire che l’acqua deve restare pubblica, che l’acqua di Cassino deve è dei cassinati e non perdono occasione per attaccare la "fallimentare gestione dell’Acea – Ato 5". Tutto vero, Scittarelli ha ragione, ma il suo benevolenza verso la gestione pubblica dell’acqua è solo per interessi di bottega, teme che l’ennesimo rialzo delle tariffe alimenterebbe ancora di più le giuste proteste dei cittadini vessati in ogni modo negli ultimi tempi. Questa maggioranza ha attinto alle tasche dei cittadini per cercare di riempire il "pozzo di San Patrizio" delle casse comunali (la Tarsu è l’esempio lampante) scavato soprattutto dalla sua pessima amministrazione ed ora è consapevole del fatto che i cittadini talmente esasperati farebbero ricadere la colpa dell’aumento delle tariffe idriche sulla sua amministrazione.
Il centrodestra cassinate ora si erge a difensore della gestione pubblica dell’acqua, ma omette di dire che i loro rappresentanti al parlamento stanno lavorando fortemente per rendere privata la gestione dell’acqua. Prova ne è la seduta del 25 ottobre 2007 al senato.Riporto gli interventi di alcuni senatori del centrodestra che hanno cercato, fortunatamente inutilmente, di bloccare la moratoria sulla gestione privata dell’acqua.
Il senatore PASTORE (FI) ha dichiarato "…L’emendamento, infatti, blocca le gare per l’assegnazione della gestione dei servizi idrici ai privati, blindando di fatto ogni possibilità di liberalizzazione di un settore che soffre per le gravi inefficienze dell’amministrazione pubblica, che in alcune Regioni ha fatto registrare veri e propri abusi di potere." (Applausi dal Gruppo FI e del senatore Eufemi).
Il senatore GRILLO (FI) "L’emendamento 26.0.4, che impedisce ai privati di fare investimenti per ogni tipo di servizio idrico, è un chiaro esempio di demagogia e assolve alla funzione di accondiscendere alle pretese ideologiche degli esponenti della sinistra radicale. Sarebbe invece opportuno che si attuasse una vera liberalizzazione dei settori chiave del servizio pubblico mediante l’indizione di gare trasparenti, al fine di correggere le distorsioni introdotte dall’azione della pubblica amministrazione e delle società municipalizzate." (Applausi dal Gruppo FI).
Il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur)
"L’emendamento 26.0.4 non appare condivisibile in quanto dispone una sospensione, indefinita nei tempi, dell’assegnazione ai privati della gestione del servizio idrico, che si presta a numerosi equivoci. La complessità della materia non consente una definizione tramite decreto-legge e l’inadeguatezza infrastrutturale del Paese rende inopportuna la previsione di una titolarità esclusiva degli enti pubblici nella gestione dell’acqua come bene comune."
Il senatore D’ONOFRIO (UDC). Dichiara il voto contrario all’emendamento 26.0.4 e annuncia la volontà di approfondire la tematica in sede di discussione del provvedimento sulle liberalizzazioni.
Il senatore DEL PENNINO (DCA-PRI-MPA) "…nel caso dei servizi idrici manifesta una totale chiusura, imposta dalla componente radicale della maggioranza. Il canale preferenziale riservato solo a tale norma e non al complesso delle disposizioni sulle liberalizzazioni dimostra il successo politico di una parte della sinistra a scapito delle esigenze reali del Paese." (Applausi dai Gruppi DCA-PRI-MPA e FI).
Il senatore CARUSO (AN). "Il Gruppo di Alleanza Nazionale, favorevole all’apertura del settore dei servizi alla concorrenza attraverso procedure trasparenti, non condivide l’obiettivo dell’emendamento di assegnare esclusivamente ad enti pubblici la gestione dei servizi idrici…" (Applausi dai Gruppi AN, FI e LNP).
Il 22 ottobre 2007 in commissione permanente il senatore VEGAS (FI) ha espresso, anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario in ordine all’emendamento 26.0.4, evidenziando che la publicizzazione dei servizi idrici è suscettibile di diminuire gli standard di qualità degli stessi; il senatore BARBATO (Misto-Pop-Udeur) preannuncia l’astensione al voto. Quindi la Commissione accoglie, con apposita votazione, tale proposta emendativa.

Questo è il resoconto delle dichiarazioni in commissione ed in aula dei parlamentari e dei gruppi che sono contrari alla gestione pubblica dell’acqua.
Il centrodestra cassinate e Scittarelli sicuramente non sanno di queste posizioni altrimenti, conoscendo la loro coerenza, sono certo che avrebbero stracciato le tessere dei loro partiti, partiti che in parlamento si battono anche per far gestire l’acqua di Cassino all’Acea – Ato5.



Pubblicato il 7/11/2007 alle 19.9 nella rubrica Provincia di Frosinone.

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