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ERNESTO CHE GUEVARA

Il 9 ottobre 1967 l'esercito boliviano e i servizi segreti statunitensi hanno assassinato Ernesto "Che" Guevara. Credevano di uccidere le sue idee. Gli assassini hanno fallito, il "Che" continua a vivere e continua ad alimentare la lotta che ha come scopo supremo un mondo più giusto.
Voglio ricordarlo con le parole di due grandi poeti

Francesco Guccini
Testo originale di Manuel Vasquez Montalàn tratto da scritti di Ernesto “Che” Guevara


Un popolo può liberare se stesso
dalle sue gabbie di animali elettrodomestici
ma all’avanguardia d’America
dobbiamo fare sacrifici
verso il cammino lento della piena libertà.

e se il rivoluzionario
non trova altro riposo che la morte,
che rinunci al riposo e sopravviva;
niente o nessuno lo trattenga,
anche per il momento di un bacio
o per qualche calore di pelle o prebenda.

I problemi di coscienza interessano tanto
quanto la piena perfezione di un risultato
lottiamo contro la miseria
ma allo stesso tempo contro la sopraffazione

Lasciate che lo dica
ma il rivoluzionario quando è vero
è guidato da un grande
sentimento d’amore,
ha dei figli che non riescono a chiamarlo,
mogli che fan parte di quel sacrificio,
suoi amici sono i “compañeros de revolucion”.

Addio vecchi, oggi è il giorno conclusivo;
non lo cerco, ma è già tutto nel mio calcolo.
Addio Fidel, oggi è l’atto conclusivo;
sotto il mio cielo, nella gran patria di Bolivar
la luna de Higueras è la luna de Playa Giron,
Sono un rivoluzionario cubano
Sono un rivoluzionario d’America.

Signor Colonnello, sono Ernesto, il “Che” Guevara.
Mi spari, tanto sarò utile da morto come da vivo.

Pubblicato il 9/10/2006 alle 0.4 nella rubrica Le donne e gli uomini che hanno scritto la storia.

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