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il blog di chemako
politica interna
31 luglio 2008
Vogliono Ciarrapico santo subito

Nella mia zona, a San Giorgio a Liri (FR) il circolo di Forza Italia ha organizzato la loro festa. La stampa locale (in mano al fascista Ciarrapico) ha dato loro molto spazio. Voglio evidenziare una parte dell'articolo fatto pubblicare dal loro coordinatore comunale, Achille Longo "Un pensiero particolare al senatore Giuseppe Ciarrapico, per la vicinanza e il sostegno nonostante i lavori al senato per il lodo Alfano e altre importanti votazioni non abbiano consentito la sua presenza." L'articolo continuava evidenziando che il coordinamento di Forza Italia ha dedicato al fascista Ciarrapico una targa "Al Senatore Presidente Giuseppe Ciarrapico per l'impegno profuso nello sviluppo del territorio in campo imprenditoriale, sociale, culturale ed editoriale, restituendo con i suoi giornali la voce che mancava alla gente della Ciociaria".
Possibile che questi politicanti locali non abbiano nessun senso della misura. Esaltano un personaggio vergognoso, un fascista che campa sulle spalle di noi cittadini che con le nostre tasse finanziamo i suoi fogli di propaganda.
Ricordo a Longo e ai forzisti che Ciarrapico è stato coinvolto nelle seguenti vicende giudiziarie (fonte
wikipedia):

  • Ciarrapico è stato nel 1974 condandannato dal pretore di Cassino, gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela “il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”, sentenza confermata in Cassazione.
  • Condannato a quattro anni e mezzo di reclusione, ridotti in cassazione a 3 anni, per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier».
  • Inquisito anche per lo scandalo della Safim-Italsanità, il 18 marzo 1993 viene spiccato nei suoi confronti un mandato di custodia cautelare: entra a Regina Coeli il 21 marzo, insieme a Mauro Leone, figlio dell'ex Presidente della Repubblica e dirigente dell'AS Roma con la gestione Ciarrapico. I due vengono ricoverati nell'infermeria del carcere, mentre la società sportiva sprofonda nel caos. Il 24 aprile dello stesso anno a Ciarrapico vengono concessi gli arresti domiciliari.
  • L'11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Nel 2000, dopo sette anni, Ciarrapico viene condannato in via definitiva, tuttavia, in ragione della sua età, viene affidato ai servizi sociali.
  • Nel 1996 è condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in "detenzione domiciliare" per motivi di salute. La condanna è stata confermata dalla Cassazione. Non ha mai risarcito i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza.

Questo è il personaggio che merita il vostro plauso, la prossima volta prima di osannare qualcuno informatevi...ma da chi sostiene Previti, Berlusconi e Dell'Utri è impossibile aspettarsi comportamenti diversi


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politica interna
30 luglio 2008
Brunetta è uno squallido assenteista


(fioto rubata a  http://pre-cariato.splinder.com/)
Brunetta, uomo politico di basso livello durante gli anni craxiani, ha avuto spazio solo dopo che tutti i suoi capi sono spariti dalla politica italiana.
Questo personaggio di quarta serie è stato elevato al rango di ministro dal "prescritto fai da te" di Arcore.
Il pocket ministro ha iniziato la sua "battaglia" contro il dramma degli statali. Ha iniziato a sparare una serie di fesserie pur di denigrare una categoria intera di lavoratori. Invece di colpire i veri sprechi nella pubblica amministrazione ha preferito colpire in modo indiscriminato tutti i lavoratori, gli ultimi della piramide della pubblica amministrazione.
Ora è interessante leggere
questa inchiesta, un'inchiesta che mette in luce chi è davvero Brunetta, un personaggio che fa dell'assenteismo e del doppio e triplo lavoro le caratteristiche principali della sua vita...strano visto che lui si propone come nemico acerrimo del doppio lavoro e dell'assenteismo.
Povera Italia gestita ormai da personaggi che fanno soltanto qualunquismo e ipocrisia, pur di apparire e di accaparrarsi poltrone.

P.S. chiedo scusa ai mitici puffi, ma la foto è troppo bella. Brunetta che prende ordini da gargamella...come purtroppo succede dalla realtà


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politica interna
28 luglio 2008
Verdi, Pdci e Rifondazione completano il lavoro di Veltroni: la sinistra è morta

In questi giorni si sono svolti i congressi di questi tre partiti, ma visto i risultati dovremmo dire che si sono celebrati i funerali.
I Verdi, invece di bocciare un gruppo dirigente rissoso, che ha portato il partito a raggiungere un risultato ridicolo, hanno deciso di confermare gli stessi dirigenti e la stessa non linea politica. Ufficialmente Pecoraro Scanio è stato messo in un angolo, ma agli occhi dei cittadini elettori resta il “puparo” che tira i fili della Francescato. La nomina di Grazia Francescato rappresenta un salto nel burrone, lei era portavoce prima della nefasta era Pecoraro, lei era quella che al congresso di due anni fa sorrideva abbracciata a Pecoraro, lei è una donna che ha condiviso ogni decisione di Pecoraro. Lei è una dirigente di partito che per sette anni ha seguito fideisticamente ogni capriccio o pretesa del ras. Ora questa stessa donna si candida a rilanciare il paese. Non ha nessuna credibilità, prova ne è il fatto che Pecoraro, assente per tutto il congresso, si sia presentato sul palco per abbracciarla dopo la nomina, un abbraccio che ha “ucciso” qualsiasi afflato di autonomia decisionale.
Ad aggravare una situazione di per se tragica c’è la scelta di dare responsabilità allo stesso gruppo dirigente del recente passato: Lion, Lomelo, Fundarò, De Petris, Cento, Bonelli non sono altro che i politici che hanno guidato il partito durante l’era pecoraio; come possono ora voler rappresentare la classe dirigente in grado di rilanciare il partito, non sono credibili. Sono certo che questa scelta di fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla sarà pagata a caro prezzo alle europee del 2009. L’unica persona in grado di rilanciare il partito era Monica Frassoni, ma si sa i Verdi in questi ultimi anni hanno emarginato chiunque rappresentasse una posizione degna di un moderno ecologismo.
La mozione che ha vinto si chiama “Ritorno al futuro” come il film di Robert Zemeckis, ma visto il risultato era meglio chiamarla “A volte ritornano”, come il capolavoro di Stephen King.

Il Pdci ha scelto di confermare Diliberto e la sua idea di ritorno al passato. Una scelta che cerca una giustificazione facile (la mancanza del simbolo comunista) alla devastante sconfitta elettorale.

Rifondazione comunista ha premiato Ferrero, un politico che giustamente attacca le politiche del governo Prodi, un politico che coerentemente dovrebbe fare molti passi indietro visto che è stato un ministro di uno dei peggiori governi della storia (ovviamente esclusi i governi berlusconiani, quelli sono metastasi e non governi). Ferrero invece, con disarmante faciloneria, si candida a far svoltare a sinistra Rifondazione, ma come può guidare questa doverosa svolta un uomo che fino all’ultimo è rimasto attaccato alla poltrona i ministro è un “mistero” tutto italiano.

I tre congressi hanno sancito la fine della sinistra in questa fase storica, l’unica speranza è che una volta spazzati via anche dal parlamento europeo questi personaggi tolgano il disturbo e restituiscano la sinistra al Popolo. Un Popolo fiero e vivo che non è rappresentato da questi zombi pronti a tutto pur di conservare qualche poltrona.

politica interna
26 luglio 2008
Visti dall'estero
Tra lo psiconano che fa leggi solo per salvarsi e i ministri che fanno a gara per sparare più cazzate ecco come siamo considerati all'estero. Almeno prima ci conoscevano per la pizza e il mandolino, ora per berlusconi e bossi...







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politica interna
24 luglio 2008
Io non mi sento italiano
Riporto la lettera di Giorgia, una ragazza di 20 anni torturata in quella macelleria cilena che  è stata Genova durante il G8. Solo Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog il testo della lettera, i giornali finanziati con i nostri soldi hanno preferito evitare di disturbare il manovratore pubblicando questa testimonianza...forse perché uno dei responsabili politici di quella pagina vergognosa della democrazia italiana, oggi, indegnamente, occupa la poltrona di presidente della camera (ovviamente tutto in minuscola, vista la pochezza dell'individuo). Se poi penso che gli italiani hanno rieletto lo psiconano, un ometto che in quel periodo era preoccupato solo delle fioriere...
In quel periodo ero in servizio in Guardia di Finanza, mi sono vergognato allora e mi vergogno oggi per quanto è successo. Quei macellai guidati da criminali hanno gettato fango per sempre sui tanti agenti delle forze di polizia che, ogni giorno, lavorano per tutelare tutti i cittadini. Non bisogna generalizzare, ma quei vigliacchi che a Genova hanno torturato altri esseri umani non meritano nessun rispetto, ma solo il disprezzo di tutti, soprattutto dei colleghi onesti.
Dopo aver letto questa lettera mi vergogno come ex agente delle forze dell'ordine e come italiano.

Mi chiamo Giorgia sono di Padova, 7 anni fa avevo 20 anni, sono stata al G8, sono partita in realtà pensando di visitare una città che non avevo mai visto, in cui c'era un mare, di spassarmela coi miei amici, poi invece mi sono ritrovata in una manifestazione enorme che sembrava più ad una guerra. Mi sono trovata in mezzo ai black block, cassonetti bruciati macchine che saltavano in aria guerriglia urbana, io non ero abituata non avevo mai fatto una manifestazione così grande, sabato penultimo giorno di manifestazione dopo la morte di Carlo Giuliani, stavo andando a cercare di recuperare il mio zaino, e mi sono ritrovata in mezzo a un cordone, che è stato spezzato in 2 dalla polizia, quindi la gente ha cominciato a scappare chi a destra chi a sinistra io ho avuto la sfiga di girare a sinistra e lì la polizia ha cominciato a dirigersi verso di noi ha cominciato a picchiarci e ci ha portato in piazzale Kennedy. In piazzale Kennedy c'era pieno di polizia ci hanno chiesto la carta d'identità e non ce l'hanno più ridata. Ci hanno caricato su una furgonetta, ci hanno portato alla fiera, presso la sede dei Carabinieri dove hanno cominciato ad insultarci, dicendo che dovevano stuprarci come facevano in Kosovo, che eravamo tutte troie e varie cose del genere…
Dopodiché siamo rimasti lì non so quante ore, ci hanno chiuso i polsi con delle manette di plastica io nella furgonetta ero seduta dietro c'erano altri ragazzi che mi dicevano non ascoltare, lascia stare perché.. mi hanno dato manganellate, sulle gambe sulle braccia e sulla schiena Io stavo con le mani in alto, penso che la mia foto si sia vista ovunque, su giornali e tg, con le mani in alto e con un fazzoletto sulla testa per i lacrimogeni dietro di me c'era un ragazzo marocchino che non so se è ancora vivo, ci hanno portato a Bolzaneto, siamo rimasti in piedi nella stessa posizione, hanno cominciato a picchiare i ragazzi che erano vestiti di nero, li hanno fatti inginocchiare a file di 3, gli hanno fatto cantare "Faccetta nera" gente che non capiva perché inglese quindi se le prendeva e basta, hanno spruzzato spray al peperoncino dentro le celle, ci veniva da piangere ma non potevamo piangere non potevamo parlare non potevamo fare niente.
Ad un certo punto io mi sono seduta perché non ce la facevo più e c'era un altro ragazzo di fianco a me che era di Verona che se vede questo video per favore mi contatti lui era veramente distrutto perché stava gocciolando sangue, lui non riusciva a stare in piedi ma loro non lo lasciavano stare seduto… poi c'erano un sacco di altri ragazzi, gente che arrivava col piede rotto, che non poteva stare in piedi ma ci doveva stare lo stesso, chi aveva bisogno di un medico per l'iniezione di insulina ma nessun medico poteva entrare quindi si sentivano grida di dolore continuamente, c'era un tipo in carrozzella che pure lui era stato picchiato... insomma una serie di cose molto disumane, alla fine non so dopo quanto tempo ci hanno preso le impronte digitali, ci hanno messo insieme a caso dicendo "a questi cosa gli diamo?" l'altro poliziotto che gli rispondeva "ma si mettigli un po' di tutto, devastazione saccheggio e offesa a pubblico ufficiale" tutte accuse che io non sapevo nemmeno cosa fossero, non potevo chiedere perché se chiedevo mi rispondevano che dovevo stare zitta.
Dopo un tempo interminabile ci hanno preso a gruppi, ci hanno ammanettato ci hanno portato in carcere a Varese. In confronto il carcere è stata una passeggiata perché i funzionari del carcere sapevano che era temporaneo che non avevamo fatto nulla perciò saremmo stati scarcerati in breve, ci trattavano meglio: ci davano da mangiare, certo non è stata una bella esperienza.. poi ho avuto la fortuna che la mia richiesta d'arresto è arrivata troppo tardi rispetto ai tempi giudiziari utili, quindi dopo 4 ore di carcere mi hanno lasciata andare. Alla fine mi sono costituita parte civile al processo, ho testimoniato e riconosciuto tutti coloro che dovevo riconoscere, è stato emozionante e basta, non voglio più andarci in un'aula di tribunale per nessun motivo.
La difesa della polizia cercava di screditare tutto ciò che stavo dicendo, ma pur essendo emozionata avevo detto cose che risultavano vere sia al pm che agli altri ragazzi. 10 minuti prima della nostra udienza, mentre attendevo il mio turno in tribunale, ho incontrato il ragazzo che è stato con me in caserma ci siamo guardati e ci siamo riconosciuti.
Ma durante il processo hanno cercato di screditare ciò che io raccontavo perché credevano mi fossi accordata con lui ma in realtà non era così, insomma si sono impegnati abbastanza anche con gli altri testimoni per cercare di screditare le nostre versioni dei fatti. Ora non vivo più in Italia, quindi non sono riuscita ad assistere all'udienza finale del processo, a me è stato soltanto detto com'è finito, cosa in caso abbiamo diritto però non so esattamente chi sia stato imputato chi sia stato, cosa gli abbiano fatto e chi no, però certamente, questi poliziotti solo per il fatto che sono poliziotti non passeranno mai tutto quello che hanno fatto passare a noi, perché il problema è che loro essendo protetti dallo Stato hanno una marcia in più, quindi in carcere non ci finiranno mai, nessuno li torturerà mai come hanno torturato noi, va bene io non sono per la vendetta quindi non sto dicendo che dovrebbero trattarli allo stesso modo, tuttavia pignorargli un po' di stipendio non mi sembra la stessa cosa, vorrei solo che i poliziotti, mandanti e quelli più crudeli coinvolti nella vicenda, non ricoprissero più la funzione, per il bene della credibilità delle forze dell'ordine, sia perché se si sono macchiati di certe cose non ha neanche più senso che si schierino dalla parte della giustizia." Giorgia Partesotti

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politica interna
16 luglio 2008
I CANI DA GUARDIA DELLA CASTA

Qualche giorno fa la Giunta delle Immunità e delle Autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama ha espresso parere negativo alla richiesta di arresti domiciliari da parte della procura di Roma per il senatore del Popolo della Libertà eletto in Europa, Nicola Di Girolamo.

Il gip ha chiesto gli arresti domiciliari per l’eletto all’estero, accusato di falso, fra le altre cose, per essersi candidato dopo aver dichiarato di avere la residenza in Belgio, cosa non vera per il gip del tribunale di Roma.

L'organismo guidato da Marco Follini (ex vicepresidente di Berlusconi, ex segretario dell’Udc, ora uomo di punta del Pd) ha deciso di dare parere negativo all'autorizzazione all'arresto richiesto dal gip. La decisione della Giunta è stata presa praticamente all’unanimità, con la sola astensione del partito di Di Pietro.

Il Pdl e il Pdl senza l difendono gli adepti di questa setta di politicanti che sta affossando la nostra Italia; chissà se Veltroni è amareggiato per questo ennesimo schiaffo al sacro principio: “legge è uguale per tutti”. Questi politicanti ormai sono senza vergogna, pronti a tutto pur di difendersi nel loro fortino parlamentare.

Follini ha dichiarato ''La Giunta del Senato oggi ha respinto quasi all'unanimità la richiesta di arresto del senatore Di Girolamo. Sarà ovviamente l'aula di Palazzo Madama, come è previsto, ad avere l'ultima parola. Da parte mia vorrei ricordare che in sessant'anni di vita repubblicana è accaduto solo quattro volte che il Parlamento abbia votato per accogliere una richiesta di arresto. Si trattava di Moranino, Saccucci, Negri ed Abbatangelo. Tutte vicende drammatiche e sanguinose. Che la Giunta oggi abbia indicato un'altra strada fa parte del buon senso e non dello spirito di casta.”

Ora mi è chiaro che il Pluto, il cane da guardia infernale, che nel VII canto dell'Inferno di Dante ripeteva "Pape Satàn, pape Satàn aleppe!" si è riprodotto, Follini sicuramente è un suo discendente. Anche il timbro di voce di Follini ricorda la voce chioccia del suo antenato (voce tipica di chi parla, ben ingozzato,  a pancia e gola piena)

Riporto i nomi dei componenti della Giunta. Così possiamo ricordare chi sono i cani da guardia del fortino.

Presidente Marco Follini (PD)

Vice presidenti: Andrea Augello (Pdl) e Luigi Li Gotti (Idv)

Segretari: Francesca Maria Marinaro (PD) e Carlo Sarro (Pdl)

Membri: ADAMO Marilena PD; CASSON Felice PDD'ALIA Gianpiero UDC-SVP-Aut; DIVINA Sergio LNPFAZZONE Claudio PdLIZZO Cosimo PdLLEDDI Maria PDLEGNINI Giovanni PD; LUSI Luigi PDMALAN Lucio PdL; MAZZATORTA Sandro LNPMERCATALI Vidmer PD; MUSSO Enrico PdL; NESPOLI Vincenzo PdLPASTORE Andrea PdlSANNA Francesco PD; SARO Giuseppe Pdl, VALENTINO Giuseppe PdL

politica interna
13 luglio 2008
Livia Turco e Lucio Malan ci dimostrano che Pd e Pdl sono la stessa cosa


Ogni volta che affermo che Pd e Pdl sono la stessa cosa vengo attaccato soprattutto dai piddini che credono di essere antropologicamente migliori di tutti, ora voglio proprio vedere cosa dicono per confutare la mia affermazione.
Ecco i due "bravi" (nel significato manzoniano del termine) parlamentari che votano al posto dei colleghi assenti. La Turco e Malan dimostrano quanto siano simili i due partiti Veltrusconiani. Mi chiedo che fine ha fatto il Ministro Brunetta, perché non interviene per punire questi due disonesti parlamentari che coprono i loro colleghi fannulloni?


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politica interna
11 luglio 2008
Nanni Moretti e la sindrome di Pansa

«Sono molto avvilito per quello che è successo in piazza Navona. Gli organizzatori sono stati degli irresponsabili. Mi dispiace che in questo disastro siano state coinvolte persone come Rita Borsellino, che ha fatto un bel discorso. Ma quando si organizzano queste cose bisogna distinguere. Mi dispiace che tutto sia stato sporcato, mi dispiace che con gli interventi di Grillo e della Guzzanti siano stati oscurati gli obiettivi della manifestazione e, forse, anche la stagione dei movimenti del 2002 che, se mi permettete, era un'altra cosa rispetto alla manifestazione di martedì».
Queste le parole di Nanni Moretti, lo stesso Nanni Moretti che qualche anno fa attaccava i leader del centro-sinistra, leader che paragonati agli attuali (per la verità sono gli stessi) sono diventati ancora più cadaveri in putrefazione.
Moretti dimostra, per l'ennesima volta, che gli pseudo-intellettuali di sinistra quando non vengono coinvolti, quando non vengono idolatrati, sono i primi a vomitare disprezzo sugli altri. Moretti sta vivendo la fase che ha vissuto Pansa, si prepara a diventare un feroce avversario di quei compagni di viaggio che lo hanno reso grande.
Quello dispiaciuto sono io, perché con queste affermazioni Moretti ha sporcato il Moretti che lottava per le proprie idee ed ha oscurato quanto di buono ha tentato (nella realtà non ha inciso per nulla) di fare con i girotondi.

politica interna
9 luglio 2008
La televisione dice che Grillo ha insultato, quindi è vero

Ho ascoltato e riascoltato Beppe Grillo durante l'intervento a piazza Navona e non ho capito quale è il volgare attacco a Napolitano. Dire che era con due inquisiti (Bassolino e la Lonardo Mastella) e che i presidenti del passato non avrebbero firmato le leggi vergogna come fa lui è soltanto dire la verità. Ma si sa le televisioni e i giornalisti servili devono far passare il messaggio che Grillo ha insultato Napolitano, quindi Grillo ha insultato il presidente.


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politica interna
8 luglio 2008
PIAZZA NAVONA, PIAZZA DI LIBERTA' E GIUSTIZIA

Oggi ci sarà la manifestazione per la libertà e la giustizia contro il "prescritto fai da te" e la sua banda.
Ovviamente Veltroni, la Finocchiaro (una perdente premiata, come il suo compare Rutelli) e la maggioranza dei dirigenti piddini non si sono fatti scappare l'occasione per attaccare il "giustizialismo". Per questi seguaci del "ma anche" è giustizialista chiunque si permetta di difendere la Costituzione e che pretende che l'Italia sia uno stato dove le leggi sono uguali per tutti e non al servizio di pochi. E che si aspetta dal Capo dello Stato che non firmi delle leggi fatte con il solo scopo di salvare il presidente del consiglio.
Veltroni ha dichiarato "Un'opposizione che dice magnaccia, che solletica l'indignazione ma non fa politica, è un regalo a Berlusconi. Noi siamo diversi: e questa differenza si deve vedere" Questa differenza si vede talmente poco che sempre più italiani sono convinti che tra l'originale di Arcore e la copia Veltroni scelgono il primo. Veltroni rappresenta l'antipolitica, un politicante che ha lasciato il comune di Roma per diventare la fedele spalla di Berlusconi.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di Grillo, Travaglio, Gomez e di chiunque voglia reagire al regime veltrusconiano. Oggi gli italiani onesti sono costretti a sperare in Di Pietro (tanta distanza mi separa politicamente dall'ex pm, ma gli riconosco determinazione ed onestà), l'unico che si ribella in parlamento alle leggi proposte dalla banda bassotti nominata in parlamento dal duo Berlusconi-Veltroni.


P.S.: In questa Italia al contrario la Questura di Roma ha negato il permesso a Grillo di organizzare la "gita" davanti le sedi dei partiti. La Questura ha proibito di transitare davanti alle sedi dei partiti e al Parlamento. Per ragioni di sicurezza. 


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diritti
4 luglio 2008
Finalmente Ingrid
Finalmente.

Ingrid Betancourt, fondatrice del partito Verde Oxigeno, sequestrata da oltre 6 anni, è libera.
Grazie alla costante pressione del presidente venezuelano Chavez e di quello francese Sarkozy, il presidente colombiano Uribe è riuscito a far liberare Ingrid.
La nostra concittadina finalmente potrà riabbracciare la sua famiglia e speriamo che presto possa riprendere il suo percorso politico bruscamente interrotto dal sequestro.


Riporto il testo della lettera inviata dalla madre e dalla sorella di Ingrid al direttore de L'Unità

Caro Antonio Padellaro,
i nostri ringraziamenti per la campagna d’informazione che il prestigioso quotidiano che dirige sta svolgendo per la liberazione di Ingrid Betancourt e per il lancio della proposta di assegnarle il Premio Nobel per la Pace.
Si tratta di un fatto importante che ci commuove e ci fa sentire, ancora una volta, la solidarietà e l’affetto straordinario dell’Italia.
Ci auguriamo vivamente che venga raccolta e sostenuta da tutti gli uomini di buona volontà.
Per noi, come per tutte le famiglie del mondo, Ingrid è prima di tutto una figlia, una sorella, che ci è stata strappata via - ormai da oltre 6 lunghissimi anni - proprio in ragione del suo impegno civile e politico per assicurare alla Colombia una società più giusta ed equilibrata in un mondo migliore.
Il suo sequestro da parte delle Farc è avvenuto - così drammaticamente - proprio mentre cercava con tutta la sua forza un difficile dialogo per la pace.
Nella sua lettera, uscita da una terribile prigionia, ritroviamo la stessa determinazione e una lucidità di analisi difficili da immaginare in una creatura costretta a una vita disumana.
La sua mancanza rappresenta per noi e per i suoi adorati figli Lorenzo e Melanie come per i suoi nipotini Stanislav e Anastasia, un vuoto incolmabile.
Speriamo sempre con l’aiuto di Dio e l’azione della comunità internazionale, di riabbracciarla presto.
Un saluto affettuoso
Yolanda Pulecio de Betancourt, Astrid Betancourt


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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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