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il blog di chemako
politica interna
31 ottobre 2007
PRODI DIMETTITI

Tra Italia dei non valori, partiti di "pugnette" e mastelliani, l'Unione riesce ogni giorno a dare il peggio di se stessa.
Ieri l'Italia dei Valori (Di Pietro dovrebbe sapere che gli impegni presi con gli elettori sono un valore) e l'Udeur di Mastella (non c'è nulla da aggiungere, ormai "mastella" dovrebbe diventare un aggettivo per descrivere il peggio in ogni settore) hanno contribuito a non far passare la proposta di istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta votando insieme al centrodestra. Tre parlamentari della Rosa del pugno (famosissimo partito di "pugnette") utilizzando gli insegnamenti di Ponzio Pilato non si sono presentati. Risultato di questa serie di posizioni assurde è stato consentire al centrodestra di arrivare alla votazione con 22 voti a favore e 22 contrari con il risultato di far morire prima di nascere la commissione d'inchiesta.
Personalmente ritengo le commissioni parlamentari d'inchiesta di questo parlamento di nominati un qualcosa di inutile, ma non posso non ricordare che a pagine 77 del programma elettorale dell'Unione c'era scritto "
l’utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l’Unione propone, per la prossima legislatura, l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta."
Il programma deve essere rispettato, è un impegno preso con noi elettori e non possono i politicanti per calcoli opportunistici continuare a fare quello che vogliono. Questa è vera antipolitica, non quella di noi elettori stanchi di assistere alla pantomima di tutta la politica parlamentare.


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POLITICA
26 ottobre 2007
IL RIBALTONE

Questo post lo dedico a mia sorella Lucy e a mio cognato Tonino. Oggi Lucy ha detto una frase tanto ovvia che spesso dimentichiamo quanto sia vera, le parole erano più o meno queste "quelli di destra non criticano mai la loro parte politica, anzi danno sempre notizie non vere pur di non criticare. Quelli di sinistra invece non difendono dogmaticamente la loro parte, anzi”.
Ora per corroborare l’affermazione di mia sorella voglio ricordare un avvenimento che troppo spesso dimentichiamo. La destra attacca sempre il voto della Montalcini e degli altri senatori a vita, dimenticando che per far nascere il primo governo Berlusconi e per far eleggere alla presidenza del Senato Scognamiglio (Forza Italia) hanno usufruito dell’appoggio degli stessi parlamentari. Voglio raccontare la storia del vero ribaltone: nel 1994 il Polo di Berlusconi non aveva ottenuto la maggioranza al Senato, il voto popolare aveva assegnato 156 senatori al centrodestra e 159 alle opposizioni. Per ottenere la fiducia e dar vita al suo governo il Polo ottenne 159 voti a favore e 153 contrari. La “magia” berlusconiana dei numeri si ottenne con il voto dei senatori a vita Giovanni Agnelli, Francesco Cossiga e Giovanni Leone e all’uscita dall’aula per far abbassare il quorum a 158 dei senatori di opposizione eletti  nelle liste del Patto Segni (Vittorio Cecchi Gori, Tommaso Zanoletti, Stefano Cusumano e Luigi Grillo). Questo aiuto dai senatori a vita fu fondamentale anche per permettere l’elezione a presidente del Senato di un uomo del Polo; difatti Scognamiglio ottenne un voto in più di Giovanni Spadolini. Non soddisfatto di questa operazione Berlusconi per avere una maggioranza certa al Senato (anche se di un solo voto) fece campagna acquisti e dall’opposizione passarono in maggioranza Giulio Tremonti e Luigi Grillo. Questi due traditori del voto popolare ebbero in premio non trenta denari ma la poltrona di ministro delle Finanze il primo e di sottosegretario alle Aree Urbane il secondo.

Questi sono fatti cara sorella, hai proprio ragione noi di sinistra (non questi pseudo parlamentari, ma parlo di donne e uomini di sinistra) siamo diversi.


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23 ottobre 2007
FASSINO: VAFFANCULO
Fonte Rainews24  "Ogni ministro deve essere nella condizione di esercitare la propria funzione con serenità e sapendo di godere della piena fiducia della propria maggioranza. Ciò vale a maggiore ragione per chi, come Clemente Mastella, è chiamato a reggere un ministero così delicato e cruciale". Lo afferma in una nota il segretario dei Democratici di sinistra Piero Fassino.
Mi auguro perciò - prosegue Fassino - che tutti avvertano la responsabilità di mettere fine a polemiche strumentali, riconoscendo al ministro Mastella la piena titolarità delle sue funzioni e ristabilendo così nel Governo e nella maggioranza di centrosinistra quel clima di coesione e solidarietà che i cittadini si aspettano".

Gli elettori dell'Unione hanno votato anche (qualcuno soprattutto) per avere una politica della Giustizia diversa da quella del centrodestra. Una Giustizia uguale per tutti e non una giustizia funzionale allo scopo di chi vuole piegarla agli interessi dei soliti noti. L'indecente "prescritto fai da te" di Arcore si è fatto fare leggi funzionali ai processi e alle accuse che gli venivano fatte, l'Unione verrà ricordata soltanto per aver fatto l'indulto e per aver messo i bastoni tra le ruote a chi ha osato indagare sui politici.

Si prenda esempio da due politici che in passato, quando hanno dovuto rispondere ai magistrati, hanno abbandonato la politica per potersi difendere da semplici cittadini: Tabacci e Di Pietro.
Questi due sono lontani dal mio essere di sinistra e dalle mie idee, ma non posso che evidenziare quanto siano stati corretti.
A
Fassino vorrei dire soltanto una cosa "VAFFANCULO", sei la prova che la casta quando viene attaccata è sempre pronta a solidarizzare.


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politica interna
21 ottobre 2007
IN MALAFEDE O DILETTANTI?
Dopo aver approvato l'indecente e fascista ddl Levi molti ministri si dicono contrari (Di Pietro, Pecoraro Scanio, Gentiloni). Come diceva Antonio Lubrano "una domanda nasce spontanea", ma in consiglio dei ministri leggete e comprendete quello che approvate?
Questo consiglio dei ministri è  assurdo ci mette di fronte ad una scelta difficile: o sono incapaci o sono in malafede ed è una scelta che mortifica quelli che come me li hanno votati.

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POLITICA
19 ottobre 2007
IL "SINDACO" DI COGNE

Ieri sera sono rientrato a casa dopo mezzanotte e prima di addormentarmi ho fatto l’errore di accendere il televisore.
Raiuno trasmetteva un misto tra un film horror e uno grottesco, il titolo dovrebbe essere porta a porta e gli attori erano pessimi. L’attore principale era un certo Vespa e i coprotagonisti Giovanardi, la Turco, la Santanchè e Mastella, la comparsa la giustizia. Tra questi pessimi attori l’unico di un livello superiore era Tinti.
L’attore principale sorseggiava del vino (pessima pubblicità per un grande prodotto italiano) e cercava aiutato dal duo Santanchè-Giovanardi, di far passare il messaggio che gli italiani se ne fregano dei reati di corruzione e falso in bilancio e che voler per forza mandare in galera i corruttori e i truffatori è inutile, i veri reati sono altri. Immediatamente una serie di numeri per spiegare che ladri, assassini, spacciatori e violentatori in carcere ci vanno poco, tutto vero purtroppo, ma quando il giudice Tinti rispondendo al duo Santanchè-Giovanardi (quest’ultimo ha difeso la loro legge pro reo affossata dalla corte costituzionale) , ha detto che la corruzione è un reato e che anche questi reati devono essere puniti è intervenuto Vespa per dire che così non si risolve nulla e che facendo così il giudice Tinti otteneva il solo risultato di non punire nessuno e immediatamente toglieva la parola al giudice dandola ad una donna che aveva visto uccidere il marito a calci da due bastardi che già erano a piede libero.
La cosa assurda è stata assistere al duo Mastella-Turco che invece di dire a questi ipocriti che per reati come la corruzione la pena prevista è l’elezione al parlamento e la nomina a capo del governo sono stati in silenzio, anzi il fantastico ministro della ingiustizia italiana ha risposto che non è colpa sua, la situazione era già così prima del suo arrivo al ministero.
Dopo questa brillante affermazione ho chiuso la televisione.
Povera giustizia italiana passata dalla padella (Castelli) alla brace (Mastella).

Povero servizio pubblico in mano a gentaglia come "chi striscia non inciampa" (è la traduzione di Vespa nella lingua dei nativi americani).
Questi esponenti dell’Unione che vanno a porta a porta a fare le figure degli idioti non fanno altro che alimentare la voglia di vaffanculo day che ogni giorno diventa più forte.


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POLITICA
17 ottobre 2007
MENO MALE CHE IL PD DOVEVA RAFFORZARE IL GOVERNO
Domenico Fisichella, monarchico e uomo di destra siede in senato grazie a quei geni della Margherita che lo hanno nominato. Dopo la nascita del Pd ha deciso di uscire dal gruppo dell'Ulivo e di entrare nel gruppo misto. A destra tutti lo corteggiano per riportarlo a casa (è tra i fondatori di An). Sono certo che Fisichella è il primo di una triste serie, mi aspetto fughe dalla Binetti e da altri teodem per iniziare. Quando Rutelli e i suoi amichetti margheritini hanno nomiato questi personaggi lontani anni luce dal centro---sinistra a cosa pensavano? Sicuramente non alla tenuta del governo, ma ai rapporti di forza interni ai loro partiti. Prodi deve temere ogni giorno per le trappole e gli ostacoli che i centristi di ieri e i pidduini di oggi gli tendono. Questo governo dall'inizio è stato minato dalla parte destra della coalizione, anche se "giornalisti" (lo so giornalista è un termine sconosciuto in Italia) come il direttore Anselmi della Stampa continua a parlare di governo ricattato dalla sinistra.
Ora voglio vedere come il segretario Veltroni riuscirà a tappare queste falle nel suo gruppo parlamentare.
Prodi ha le ore contate, ma a scandire i secondi sono i suoi "alleati" centristi e non gli orchi della sinistra.


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POLITICA
13 ottobre 2007
GIORNALISTI EMBEDDED

Maria Giovanna Maglie mostra ancora una volta quale sia la sua unica qualità, è una “giornalista” embedded.
Per lei è fondamentale avere un padrone al quale offrire i suoi articoli o servizi, mai un’affermazione che possa disturbare il potente di turno, che sia Craxi, Berlusconi o Bush.
La sua ultima battaglia è quella contro il nobel per la Pace Al Gore. Sulla versione online de Il Giornale, passato dalla padella (Belpietro) alla brace (Giordano), si è spesa per attaccare frontalmente Al Gore, il vero presidente degli Stati Uniti, usurpato dalle manovre della famiglia Bush in Florida.
Negli ultimi tempi su Il Giornale padronale del ducetto di Arcore ha attaccato: Ferrero, Veltroni, Prodi, Amato, Cento, Bonino, e ha difeso le scelte di Tremonti, il Vaticano, lo IOR.
L’apoteosi del non giornalismo della Maglie si è avuto quando ha attaccato Prodi per i rapporti con la Cina e la Russia, dimenticando di dire che con questi due regimi ha fatto e fa affari per primo il suo Berlusconi. Vorrei sapere dove era la Maglie quando in Italia si organizzavano viaggi per fare affari con la Cina e si parlava dell’amico Vladimir, un amico che in Cecenia continuava e continua a sterminare gli oppositori.
La Maglie ha dichiarato spesso di ammirare Oriana Fallaci (ovviamente l’ultima Oriana Fallaci), purtroppo per lei Oriana Fallaci verrà ricordata soprattutto per il suo lavoro di giornalista e scrittrice (le ultime “opere” della Fallaci possono appannare ma non cancellare le interviste e i km di pagine scritte in passato), mentre la Maglie verrà ricordata come il peggior esempio di giornalista.


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12 ottobre 2007
AL GORE

I SE CHE HANNO FREGATO IL MONDO

Se la famiglia Bush non avesse barato alle elezioni,
se i potenti anticastristi cubani di Miami non avessero appoggiato il presidente delle lobby,
se i governi europei non avessero piegato la schiena davanti a George W.,
quest’uomo sarebbe diventato il Presidente degli Stati Uniti e sicuramente la storia degli ultimi anni sarebbe stata diversa, sicuramente migliore.



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SOCIETA'
11 ottobre 2007
SCITTARELLI E' "RECIDIVO"
Il sindaco di Cassino si vede poco girare per la città, questo forse è il motivo per il quale a città è sempre più in declino: marciapiedi che sono infrequentabili sia perché vecchi e pieni di buche sia perché quelli nuovi sono stati presi d’assalto dai vari bar e locali che, come in un odierno far west, si sentono autorizzati a occuparli con tavoli e sedie, infischiandosene di coloro che vogliono utilizzarli per camminare.
Qualche anno fa ho passato alcuni mesi su una sedia a rotelle e quindi posso assicurare a ragion veduta che non c’è rispetto per chi è diversamente abile. In quel periodo le mie passeggiate le facevo per strada, troppi tavoli e troppi scalini insormontabili per poter usufruire dei marciapiedi.
Altra stortura della città sono le strisce blu, si paga ovunque, i solerti ausiliari del traffico sono pronti a sanzionare se non paghi, però è consentito parcheggiare sulle strisce pedonali, sugli accessi per i diversamente abili, all’interno delle rotatorie; ovunque è lecito, tranne lasciare l’auto nelle zone a pagamento senza versare l’obolo per cercare di riempire il pozzo di san Patrizio rappresentato dalle casse comunali prosciugate dal mal governo del sindaco Scittarelli e della sua compagnia di giro.
Tra le tante colpe (anche se parlare di colpa è riduttivo) di Scittarelli, una mi preme mettere in evidenza: il sindaco non sa cosa vuol dire parcheggiare correttamente, come si può notare in queste foto la sua Smart è parcheggiata sotto un segnale di divieto di sosta (Via Di Biasio, di fronte l’università) e in un’altra occasione all’interno delle strisce blu di Viale Dante, in posizione che intralcia il traffico.
Il sindaco è veramente degno rappresentante della casta, per lui tutto è lecito, lui si sente un monarca assoluto e si permette di fare sfoggio della sua arroganza infischiandosene anche di regole elementari e di civiltà.
Se proprio non sa parcheggiare posso offrirmi per fargli un corso accelerato, così in futuro eviterà di parcheggiare dove non deve. Per il corso di amministratore invece non c’è nulla da fare, lui non imparerebbe mai come amministrare bene ed ormai è troppo tempo che fa l’amministratore per sperare che impari a farlo nell’interesse dei cittadini.


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9 ottobre 2007
IL CHE VIVE
Quaranta anni fa veniva assassinato da mano boliviana guidata dalla CIA un uomo destinato a cambiare il mondo da vivo e da morto.

Ernesto "Che" Guevara è stato ucciso dal caporal maggiore Mario Teran, un soldato che dovette bere molto alcol per avere il coraggio di assassinare un uomo. Teran entro nella stanza dove si trovava il Che e sparo una raffica di mitra con le spalle girate. Teran due anni dopo si "suicidò" gettandosi da una finestra. Al "coraggioso" soldato era stato promesso un viaggio a West Point per frequenare un corso da sottufficiali e un orologio, tanto fu valutato l'assassinio a sangue freddo di un uomo.
Il colpo di grazia al cuore del Comandante fu sparato dal sedicente Felix Ramos, comandante dei ranger boliviani.
Felix Ramos, alias Felix Rodrìguez, era l'allora capo della stazione CIA in Bolivia. Il presidente nordamericano Lyndon B. Johnson non poteva non sapere, il presidente Johnson è responsabile dell'assassinio del Comandante.
Il governo nordamericano era convinto che assassinando il comandante le sue idee sarebbero morte con lui, niente di più sbagliato, le idee e gli ideali del Che rinascono e vivono ogni giorno nella mente, nelle azioni e nel cuore di ogni uomo che si batte per la giustizia.


Ecco la Cuba che molti idioti attaccano senza sapere di ciò che parlano.

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POLITICA
6 ottobre 2007
AEROPORTO A FROSINONE

I Verdi della provincia di Frosinone esprimono piena solidarietà al partito della rifondazione comunista per l’attacco e la successiva estromissione dalla giunta (ora congelata, il nostro presidente provinciale è sempre pronto a cambiare idea in poche ore) subita dal presidente della provincia Scalia.
La posizione del Prc sull’aeroporto è la stessa che abbiamo noi Verdi di Frosinone. Una posizione comune a quanti non sono disposti a vedere sacrificata la salute dei cittadini e l’ambiente sull’altare di fantomatici e non dimostrabili vantaggi economici.
La presa di posizione del presidente Scalia, che estrapola solo alcune parti del programma elettorale, è tanto più inaccettabile se si pensa che a livello nazionale noi della Sinistra popolare, il termine radicale poco spiega che tipo di sinistra vogliamo rappresentare, veniamo attaccati perché il 20 ottobre manifesteremo per ricordare al nostro governo gli impegni assunti nel 2006.
Estrapolare alcune parti del programma per cercare di difendere una scelta che va contro l’interesse dei cittadini della Ciociaria è una manovra arrogante che non possiamo accettare. Una manovra che svela la vera anima del nascente Pd, un partito che, nella nostra provincia in particolare, vuole egemonizzare ogni posto, ogni decisione.
La normale dialettica politica dovrebbe essere il fulcro dell’azione di ogni buon politico, arrivare a formulare dei diktat inaccettabili è segno di debolezza da parte di chi cerca di imporre le proprie idee senza ascoltare le ragioni degli altri.

Nelle prossime ore riumiremo le forze dela Sinistra per dimostrare una volta di più che anche su questo punto la Sinistra dell'Unione è pronta a parlare con una sola voce.



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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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