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il blog di chemako
politica interna
18 febbraio 2009
Francesco Scalia mi fa vergognare

Il 16 marzo presso la sede dell'Amministrazione provinciale di Frosinone saranno premiati i vincitori del premio intitolato al giornalista Luciano Renna.
Chi è stato invitato a premiare?
Il concreto collaboratore della mafia. Chi si è dichiarato entusiasta per questa vergognosa iniziativa? Il presidente dimissionario della provincia di Frosinone Francesco Scalia, l'uomo con la poltrona eterna, infatti non potendosi ricandidare (è presidente da due mandati consecutivi) è stato ristorato con una poltrona sicura subito (è stato "promosso" assessore regionale da Marrazzo).
Scalia ha dichiarato:<<Il fatto che il senatore Andreotti abbia accettato l'invito di essere presente a premiare è per noi motivo di orgoglio e soddisfazione>>.
Mi vergogno di avere questo presidente...poi lamentiamoci se la provincia andrà al Pdl.


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politica interna
30 gennaio 2008
COMPAGNI, O MEGLIO EX COMPAGNI, LEGGETE CON CHI VI SIETE ACCASATI

Purtroppo nel 2004 ho votato alle provinciali per l’attuale presidente. Il presidente della provincia di Frosinone, Francesco Scalia (già Popolare, ora Pd) è il portabandiera di coloro i quali vogliono distruggere una zona già fortemente inquinata con la costruzione di un inutile aeroporto (secondo la stampa farà ricorso al TAR contro la decisione del governo di centro-sinistra di realizzare il terzo scalo a Viterbo); è il primo responsabile della pessima gestione della situazione rifiuti nella nostra provincia; è il responsabile della pessima gestione dei rapporti con gli alleati che hanno contribuito a farlo eleggere due volte (vedi estromissione del rappresentante di Rifondazione comunista dalla giunta); è il responsabile della gestione delle risorse idriche (svendita della nostra acqua all’Acea), potrei continuare per molto ma voglio soffermarmi su un articolo pubblicato oggi dalla stampa locale (Ciociaria Oggi).
L’articolo parla di una lettera inviata dal presidente Scalia a papa Benededetto XVI. Ecco il testo della lettera: Con la presente sentiamo di esprimere il più vivo rincrescimento per l’episodio di inqualificabile intolleranza verso la Sua persona, eminentissima figura di intellettuale, oltre che sommo pastore della Chiesa Universale, costretto a annullare la visita alla Università La Sapienza di Roma in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2007/2008, per le proteste di uno sparuto gruppo di contestatori. Un evento ancora più censurabile se si pensa che il luogo nel quale si è sviluppato è l’Universiità: una Istituzione nella quale si educa alla conoscenza delle culture, al dialogo e al rispetto reciproco. Per quanto sopra, ci onoriamo rivolgerLe viva preghiera di voler corrispondere alla nostra aspirazione di avere la Sua presenza in visita ufficiale presso l’Università degli Studi di Cassino, perché vi tenga una Lectio Magistralis. La visita del Santo Padre, oltre a render onore al nostro territorio, costituirebbe incitamento per quanti, con impegno, ciascuno nel suo ruolo e con le proprie responsabilità, continuano a perseverare nel seguire la via del bene comune e del servizio al prossimo. Nel ringraziarLa fin d’ora di quanto Ella potrà cortesemente fare per l’accoglimento della presente istanza, desideriamo comunicarLe i sensi della nostra profonda devozione e le espressioni della nostra più sentita deferenza.

Il testo oltre ad offendere i 67 professori (tra i nomi spicca sicuramente quello del professor Marcello Cini. Invito a Scalia a leggere prima chi sono i professori invece di giudicarli “sparuto gruppo di contestatori” e di parlare di “episodio di inqualificabile intolleranza”) che hanno firmato la lettera e gli studenti che hanno manifestato civilmente il loro dissenso, mostra quanto poco laico possa definirsi un partito che annovera tra i suoi esponenti di spicco un signore come Francesco Scalia.


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POLITICA
30 settembre 2007
Piazza Giorgio Almirante

Il Sindaco di Pofi (FR) Ennio Bove, ha deciso di cambiare intitolazione ad una piazza che in passato era stata dedicata a Giorgio Almirante il fascista, repubblichino, segretario del movimento sociale italiano.
Una scelta che deve essere fatta dal consiglio comunale di Pofi e che ha scatenato una serie di attacchi al sindaco.
Il consigliere comunale di An di Frosinone, Bracaglia ha dichiarato <<Non entro nel merito della vicenda, su cui tanto si è detto e tanto si è dibattuto, perché mi disgusta! Dico soltanto che in ogni città d’Italia dovrebbe esserci una piazza intitolata a Giorgio Almirante>>.
Franco Fiorito, consigliere regionale di An ha dichiarato << Come consigliere regionale, come uomo politico che ha visto in Giorgio Almirante l’ispiratore della propria crescita politica, mi opporrò con tutte le mie forze affinché sia impedito a “questi uomini” pseudo amministratori, di compiere assurdi e inammissibili gesti come questo>>
Il presidente della provincia Scalia (margherita) ha scritto al sindaco Bove “Si può anche non concordare con il pensiero politico di Almirante ma ciò non significa disconoscerne l’onestà intellettuale, l’impegno civile, la visione della politica come assunzione di responsabilità, lo stile, le doti oratorie, il prestigio che gli veniva riconosciuto dentro e fuori dal Msi, e che hanno costituito e costituiscono esempio di correttezza e coerenza”.
Il consigliere Bracaglia dovrebbe essere disgustato dalla storia personale di Almirante, da quello che ha fatto e detto nella sua vita, da quando divenne uno dei maggiori sostenitori della superiorità della razza, fino ad arrivare ad arruolarsi nella repubblica d Salò.
A Fiorito vorrei ricordare che assurdi e inammissibili gesti sono quelli commessi da amministratori come lui che non potendo ricandidarsi a sindaco si fa nominare city manager della bella cittadina di Anagni (Fr), continuando così nella sua opera di insabbiamento di una delle perle della ciociaria.
Al presidente Scalia vorrei chiedere se quando parla di “esempio di correttezza e coerenza” si riferisce all’Almirante fascista o ad un’altra persona, perché se Almirante è stato coerente vuol dire che mai ha sinceramente rinnegato il suo passato di fascista. Talmente coerente anche nella vita privata che si batté contro il divorzio per usufruirne e risposarsi.
Mi sembra doveroso ricordare a questi politici “ignoranti” chi era Almirante, un politico che tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta si schierò per la reintroduzione della pena di morte, contro la legalizzazione dell'aborto, e sostenne i provvedimenti del governo Craxi per l'attuazione del decreto legge per la liberalizzazione del mercato televisivo, riportando le sue parole.
Almirante, già nell'ottobre del 1938, affermava che "il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera".
Ancora nel maggio del 1942 Almirante, nell'articolo "Contro le pecorelle dello pseudo-razzismo antibiologico", ribadiva l'adesione del regime alle tesi razziste rispondendo alle accuse che le indicavano come un corpus estraneo alla cultura cattolica e nazionale: "Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo".

Mi chiedo se debba vergognarsi un sindaco che vuole cancellare l'intitolazione di  una piazza o coloro i quali hanno dedicato in passato una piazza ad un politico con un passato del genere.


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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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