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luigirossi
il blog di chemako
POLITICA
12 ottobre 2009
Congresso dei Verdi...dalla padella alla brace
Ormai è chiaro, i gruppi dirigenti dei partiti della sinistra non imparano dalle lezioni che gli elettori stanno provando a dare da molti anni.
Un piccolo bacino di voti diviso tra Sinistra e libertà, Rifondazione, Pdci, Vendoliani e Verdi. Tutti contro gli altri armati. Il Popolo della Sinistra chiede unità e loro continuano a scindersi. Ormai questi partiti sono diventati nano particelle che non affascinano e non trascinano ma servono solo a far dibattere personaggi che non hanno nulla da dare per far crescere la Sinistra.
I Verdi, il mio partito (ex partito da un paio di anni) è la dimostrazione lampante di quanto inutile e sterile sia questa lotta interna tra i dirigenti che hanno seppellito il partito; unico partito Verde in Europa che invece di crescere riesce a dividere anche quel misero 1% di consenso rimasto.
Dopo innumerevoli batoste elettorali i nomi di coloro che si propongono di risollevare la sinistra sono gli stessi che l’hanno affossata.
Se i vari Boato, Bonelli, De Petris, Cento, Bettin, Fundarò, ecc. avessero a cuore la crescita elettorale ma soprattutto la concretizzazione di una vera politica ecologista avrebbero fatto un passo indietro per permettere un vero ricambio di persone e di idee. Invece ancora oggi ci troviamo a parlare delle solite cose e delle solite prospettive: da una parte chi aspira a diventare o un cespuglio del Pd dalemiano o un’alleanza ibrida con i Radicali (Bonelli e Boato) e chi, invece di dare vita ad un vero partito di Sinistra, punta all’ennesima riedizione di un cartello elettorale che mai ha pagato nella storia degli ecologisti italiani (De Petris, Cento, Francescato).
Un vero peccato, perché in questo pianto greco una figura in grado di rilanciare gli ecologisti italiani c’è ed è Monica Frassoni. In Europa lo hanno capito e mentre quelli italiani litigavano, i partiti ecologisti europei indicavano in Monica Frassoni la migliore soluzione per ricoprire il ruolo di portavoce del Partito dei Verdi europei.
Con questo cieco gruppo dirigente è giusto intonare il de profundis del Sole che ride ed è grottesco leggere le dichiarazioni di chi, da favorito, ha perso il congresso. La scelta è semplice o si resta nei Verdi o si aderisce a sinistra e libertà da cittadini elettori. Purtroppo il fascino del non essere un semplice elettore è troppo forte in chi ha sempre cercato un posto al sole e già parlano di nascita di nuove associazioni di Verdi per Sinistra e libertà.
Emblematica l’assenza del capo dei Verdi negli ultimi anni. Il fantasma di Alfonso Pecoraro Scanio sicuramente si aggirava per il congresso e conoscendo la sua influenza su molti Verdi non mi meraviglierei se, come sempre, avesse deciso lui chi far vincere e chi far perdere.
Purtroppo la stessa analisi si può fare di ogni nano particella della sinistra italiana.

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politica interna
3 marzo 2009
L'Italia affonda, la sinistra sparisce e i sinistri ancora non hanno capito nulla

Mentre l'Italia affonda, il Parlamento (maggioranza e opposizione) e il governo non fanno nulla di concreto per aiutare un paese in crisi, i nostri dipendenti lautamente stipendiati (Paolo Cento non è più deputato, ma gli altri membri del Roma Club lo sono ancora) ecco in cosa sono impegnati:

Il presidente del Roma Club Montecitorio Paolo Cento (Verdi) ha convocato per domani, martedì 3 marzo alle ore 19.30, presso il circolo sportivo di Montecitorio (via dei Laghi sportivi 5), l'assemblea straordinaria dei soci del club per decidere, tra l'altro, ''le iniziative di protesta a tutela dei tifosi romanisti dopo Inter-Roma e l'ennesimo torto subito dalla squadra giallorossa''. Lo rende noto un comunicato del Roma Club Montecitorio.
''Durante l'assemblea - si legge nella nota - verranno raccolte le firme dei parlamentari della Roma club per presentare un'interpellanza sulla gestione degli arbitri nel campionato di calcio. Al termine dell'assemblea si svolgerà la cena sociale del club a cui parteciperanno giocatori e dirigenti della società'' (asca.it)

Continuando a parlare del mio ex partito voglio sottolineare un'altra chicca: l'assessore l'assessore alla Protezione Civile della Provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli ("figlioccio" del nefasto Alfonso Pecoraro Scanio) fa distribuire un volantino del genere dai volontari della Protezione civile

"Denuncia chi pensi possa essere un pedofilo. Non essere complice di un crimine orrendo".

Per contrastare la pedofilia, un assessore di sinistra mostra quanto si possa essere sinistri nella propria azione quando a guidare scelte e comportamenti è la sola volontà di apparire e di ricerca del facile consenso. Spingere i cittadini a fare i delatori, senza prove (il volantino incita a denunciare chiunque "pensi possa essere un pedofilo") creerà soltanto una serie di sospetti e di innocenti messi all'indice senza nessuna prova.

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politica interna
28 luglio 2008
Verdi, Pdci e Rifondazione completano il lavoro di Veltroni: la sinistra è morta

In questi giorni si sono svolti i congressi di questi tre partiti, ma visto i risultati dovremmo dire che si sono celebrati i funerali.
I Verdi, invece di bocciare un gruppo dirigente rissoso, che ha portato il partito a raggiungere un risultato ridicolo, hanno deciso di confermare gli stessi dirigenti e la stessa non linea politica. Ufficialmente Pecoraro Scanio è stato messo in un angolo, ma agli occhi dei cittadini elettori resta il “puparo” che tira i fili della Francescato. La nomina di Grazia Francescato rappresenta un salto nel burrone, lei era portavoce prima della nefasta era Pecoraro, lei era quella che al congresso di due anni fa sorrideva abbracciata a Pecoraro, lei è una donna che ha condiviso ogni decisione di Pecoraro. Lei è una dirigente di partito che per sette anni ha seguito fideisticamente ogni capriccio o pretesa del ras. Ora questa stessa donna si candida a rilanciare il paese. Non ha nessuna credibilità, prova ne è il fatto che Pecoraro, assente per tutto il congresso, si sia presentato sul palco per abbracciarla dopo la nomina, un abbraccio che ha “ucciso” qualsiasi afflato di autonomia decisionale.
Ad aggravare una situazione di per se tragica c’è la scelta di dare responsabilità allo stesso gruppo dirigente del recente passato: Lion, Lomelo, Fundarò, De Petris, Cento, Bonelli non sono altro che i politici che hanno guidato il partito durante l’era pecoraio; come possono ora voler rappresentare la classe dirigente in grado di rilanciare il partito, non sono credibili. Sono certo che questa scelta di fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla sarà pagata a caro prezzo alle europee del 2009. L’unica persona in grado di rilanciare il partito era Monica Frassoni, ma si sa i Verdi in questi ultimi anni hanno emarginato chiunque rappresentasse una posizione degna di un moderno ecologismo.
La mozione che ha vinto si chiama “Ritorno al futuro” come il film di Robert Zemeckis, ma visto il risultato era meglio chiamarla “A volte ritornano”, come il capolavoro di Stephen King.

Il Pdci ha scelto di confermare Diliberto e la sua idea di ritorno al passato. Una scelta che cerca una giustificazione facile (la mancanza del simbolo comunista) alla devastante sconfitta elettorale.

Rifondazione comunista ha premiato Ferrero, un politico che giustamente attacca le politiche del governo Prodi, un politico che coerentemente dovrebbe fare molti passi indietro visto che è stato un ministro di uno dei peggiori governi della storia (ovviamente esclusi i governi berlusconiani, quelli sono metastasi e non governi). Ferrero invece, con disarmante faciloneria, si candida a far svoltare a sinistra Rifondazione, ma come può guidare questa doverosa svolta un uomo che fino all’ultimo è rimasto attaccato alla poltrona i ministro è un “mistero” tutto italiano.

I tre congressi hanno sancito la fine della sinistra in questa fase storica, l’unica speranza è che una volta spazzati via anche dal parlamento europeo questi personaggi tolgano il disturbo e restituiscano la sinistra al Popolo. Un Popolo fiero e vivo che non è rappresentato da questi zombi pronti a tutto pur di conservare qualche poltrona.

politica interna
28 giugno 2008
In morte dei Verdi
Roma, 28 giu. (Apcom) - Il Pd organizzerà "una grande convention del governo-ombra aperta ai Verdi" per discutere dello sviluppo sostenibile e sulle energie alternative nella quale verrà presentato "il documento elaborato sul nucleare da Ermete Realacci e Matteo Colaninno, un testo non ideologico che rappresenta un punto di sintesi delle nostre diverse culture". Lo ha annunciato Walter Veltroni intervenendo all'assemblea degli Ecodem, dove erano presenti anche Angelo Bonelli e Paolo Cento.

Questa notizia riportata da varie agenzie di stampa rappresenta la morte di un partito. I Verdi invece di "scontrarsi" al loro interno, traendo beneficio dal confronto serrato tra le varie anime del partito scelgono, come sempre negli ultimi anni, di nascondere le differenze raggiungendo un compromesso al ribasso che ha come unico risultato il liquefarsi all'ombra del Pd, quel partito che a detta dei vertici Verdi (per me ha rappresentato solo una concausa) ha rappresentato la causa principale del disastroso risultato elettorale (il fantomatico voto utile caro a Veltroni). Un partito, il Pd, che è lontano anni luce dalla cultura ecologista, un partito che ha le stesse deleterie ricette su ambiente ed energia del Pdl, un partito che ha reintrodotto i Cip 6 in questa legislatura.
La mozione Ritorno al futuro (la mozione che vincerà il congresso farsa dei Verdi) rappresenta davvero la cultura gattopardesca che sembra l'unica stella polare che guida i vari caporali che gestiscono il partito. Per loro bisogna fingere di cambiare tutto per non cambiare nulla, solo in questo modo possono nutrire qualche speranza  di tornare a occupare qualche poltrona (nel loro caso va bene anche una seggiola). Ho sempre criticato la gestione del partito da parte di Pecoraro Scanio, ma ora è chiaro che lui rappresentava bene tutto il gruppo dirigente, nessuno escluso.
A questa farsa io non partecipo. In questo ultimo periodo tra la nascita del mio piccolo Yari e la febbre che ha colpito la piccola Luna e che ancora non è sparita, non ho avuto tempo da dedicare al mio partito, ma ora vedo che non è più necessario, se i Verdi ritengono giusta questa strada vuol dire che è inutile continuare a stare in un partito del genere...aspetto il 20 luglio sperando in uno scatto di orgoglio dei veri ecologisti.


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politica interna
26 aprile 2008
Diliberto vuole la falce e l'orticello, i Verdi rispondono con il sole che non ride più
Diliberto contagia anche i Verdi. In questi giorni dopo la sconfitta elettorale ho parlato con molti compagni e letto le dichiarazioni di molti esponenti del gruppo dirigente dei Verdi. Sembra che la sindrome diliberto (abbiamo perso perché non c'era la falce e il martello) abbia contagiato i Verdi, in molti ritengono che la sconfitta sia stata causata dalla mancanza del sole che ride sulla scheda elettorale.
Tutto questo mi sembra assurdo, i simboli (importanti, ma bisogna guardare al futuro senza rinnegare il passato, non come i piddini pronti a rinnegare il loro passato) non c'entrano nulla con la sconfitta, probabilmente c'entra il fatto che il nuovo simbolo (orribile) sia stato veicolato poco, agli elettori è sembrato il simbolo di un cartello elettorale nato soltanto per mantenere qualche poltrona. La sconfitta è figlia delle assurde candidature fatte utilizzando il manuale Cencelli. La vera ragione della sconfitta va ricercata in questi gruppi dirigenti che non si rapportano più con la realtà, ormai, per loro, far politica non significa più confrontarsi giornalmente con le persone, affrontare i problemi reali con energia e voglia di incidere. Dobbiamo ricominciare a "sporcarci le mani" con i problemi reali.
Noi Verdi non possiamo parlare di difesa del pianeta a persone che non arrivano a fine mese. Non si può chiedere di pensare al futuro a persone che non sanno se avranno futuro. Difesa dell'ambiente e giustizia sociale sono i binari dove far correre la locomotiva della sinistra nel XXI secolo. I binari corrono sempre paralleli e se non capiamo che questa è l'unica strada ci condanneremo da soli all'isolamento e alla giusta scomparsa dallo scenario politico italiano.

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politica interna
17 aprile 2008
LA NAVE RISCHIA DI AFFONDARE E ALCUNI TOPI INVECE DI PROVARE A SALVARLA, SCAPPANO
Il titolo del post è adatto in particolare alle dichiarazioni di Pellegrino e della Balducci. Loredana De Petris e Filiberto Zaratti sbagliano a sostenere Rutelli e Zingaretti, ma spero siano i primi ad opporsi alla linea suicida e incoerente della Balducci e di Pellegrino

Loredana De Petris
(ex senatrice e Presidente Verdi del Lazio) "Intanto, per quanto ci riguarda, siamo ampiamente impegnati, nonostante la campagna elettorale del Pd tutta contro di noi, per portare alla vittoria Rutelli e Zingaretti".

Sbagli Loredana, il Pd ha scelto di correre da solo e per coerenza dobbiamo farlo correre da solo anche alle amministrative. Aver appoggiato Rutelli e Zingaretti al primo turno è stato un errore (gli elettori di sinistra non hanno capito questa alleanza a seconda delle esigenze del Pd), perseverare nello sbaglio è follia.
Paola Balducci “Al prossimo Consiglio federale dei Verdi proporrò l'avvio immediato di un confronto con il Partito Democratico, inteso come processo aggregativo di tutti i riformismi. Sono entrata nei Verdi, collocati nell'Ulivo, convinta sin da allora che in Italia fosse necessaria una presenza organizzata della cultura ecologista, coerentemente collocata nel fronte riformatore ed europeo, in sinergia con le altre culture progressiste. Credo infatti che il tema ambientale sia l'anima di una moderna cultura riformista di governo, e non il pretesto per posizioni ideologicamente antagoniste". Il "nostro impegno oggi deve essere quello di contribuire a costruire una nuova e plurale appartenenza riformatrice, capace di dare risposte ai bisogni di modernizzazione e di sostenibilità della società italiana".
Troppo facile ex deputata Balducci, in politica ci vuole coerenza e cercare asilo da parte del Pd mi sembra il preludio alla scomparsa. Se tanto ti irritava l'alleanza a sinistra perché non hai rinunciato alla candidatura, ad essere malizioso potrei dire che speravi in una facile elezione. Ribadisco, con questo gruppo dirigente è stata una fortuna non far entrare nessuno in parlamento.
Tommaso Pellegrino (ex deputato e presidente dei Verdi della Campania) “Con il loro voto, gli italiani hanno detto basta a un ambientalismo vecchio e troppo intransigente e alle scelte radicali e dovremo tenerne conto nella ricostruzione di un movimento che sappia dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Ora bisogna guardare al futuro e costruire una forza ambientalista progressista positiva e propositiva che dialoghi con le forze moderate".
A Tommaso Pellegrino voglio dire che gli italiani hanno detto basta a questo gruppo dirigente della sinistra. Per questo ennesimo personaggio con doppio incarico dico le stesse cose dette alla Balducci, facile parlare ora contro l'alleanza a sinistra. Anche lui coerentemente poteva rifiutare la candidatura.
Zaratti (assessore regionale nel Lazio) “Il buon risultato della Sinistra Arcobaleno alle elezioni amministrative dimostra quanto questa realtà sia radicata a Roma e nella sua provincia. Adesso e’ necessario sostenere con forza al ballottaggio i due candidati del centrosinistra Rutelli e Zingaretti per continuare quelle esperienze di governo che hanno prodotto ottimi risultati per la città di Roma e la sua provincia".
Compagno Filiberto (ti chiamo così per il comune passato politico) il nostro partito non è la Lega Roma e provincia. In città abbiamo raccolto qualche misero voto in più solo perché Alemanno è un candidato perdente. Soprattutto alle amministrative qualche voto in più c'è stato perché non esisteva il terrore del ritorno del prescritto fai da te di Arcore e quindi molte compagne e compagni non hanno votato Pd spinti dalla paura.

PS: Queste cose avrei voluto dirle oggi all'esecutivo regionale dei Verdi del Lazio, ma non riesco a partecipare perché ogni tanto la mia compagna ha bisogno di aiuto (oggi sono felicemente a disposizione di Luna).

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POLITICA
6 ottobre 2007
AEROPORTO A FROSINONE

I Verdi della provincia di Frosinone esprimono piena solidarietà al partito della rifondazione comunista per l’attacco e la successiva estromissione dalla giunta (ora congelata, il nostro presidente provinciale è sempre pronto a cambiare idea in poche ore) subita dal presidente della provincia Scalia.
La posizione del Prc sull’aeroporto è la stessa che abbiamo noi Verdi di Frosinone. Una posizione comune a quanti non sono disposti a vedere sacrificata la salute dei cittadini e l’ambiente sull’altare di fantomatici e non dimostrabili vantaggi economici.
La presa di posizione del presidente Scalia, che estrapola solo alcune parti del programma elettorale, è tanto più inaccettabile se si pensa che a livello nazionale noi della Sinistra popolare, il termine radicale poco spiega che tipo di sinistra vogliamo rappresentare, veniamo attaccati perché il 20 ottobre manifesteremo per ricordare al nostro governo gli impegni assunti nel 2006.
Estrapolare alcune parti del programma per cercare di difendere una scelta che va contro l’interesse dei cittadini della Ciociaria è una manovra arrogante che non possiamo accettare. Una manovra che svela la vera anima del nascente Pd, un partito che, nella nostra provincia in particolare, vuole egemonizzare ogni posto, ogni decisione.
La normale dialettica politica dovrebbe essere il fulcro dell’azione di ogni buon politico, arrivare a formulare dei diktat inaccettabili è segno di debolezza da parte di chi cerca di imporre le proprie idee senza ascoltare le ragioni degli altri.

Nelle prossime ore riumiremo le forze dela Sinistra per dimostrare una volta di più che anche su questo punto la Sinistra dell'Unione è pronta a parlare con una sola voce.



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18 settembre 2007
LA CASTA PARLA DEI VERDI
La Casta parla di tutti i partiti e quindi anche i Verdi sono finiti sotto la lente d'ingrandimento dei due giornalisti.

Pagina 71 de “La Casta”
Il viaggio di Alfonso Pecoraro Scanio a Nairobi per la conferenza internazionale sul clima, a metà novembre del 2006. Conferenza che a causa dei condizionatori sparati a palla sotto i tendoni dei congressisti, come scrisse su <La Stampa> Gianluca Nicoletti, faceva saltare continuamente la luce in città. Il ministro dell’Ambiente avrebbe potuto andarci, come tanti altri, comodamente spaparanzato in una comoda poltrona in business class di un volo di linea. Scelse invece di andarci con un Falcon di Stato, dando ospitalità anche a un gruppetto di giornalisti. Paganti? Sì, ciao… 

 

Pagine 86 e 87
… fratelli Alfonso e Marco Pecoraro Scanio. …all’accusa di “fratellismo” si ribella Alfonso, che ricorda come Marco, che faceva il calciatore e arrivò a giocare anche in seria A, fosse un tempo molto più famoso:<< Lui era sulle figurine Panini quando io non ero neppure consigliere regionale in Campania>>. A candidare il fratello (stoppato allora da Ciriaco De Mita:<<Se lo facevamo noi nella Dc succedeva un putiferio>>) ci aveva già provato alle elezioni del 2001. Fallito il primo blitz, gli riuscì il secondo nel 2006, blindando il caro congiunto in due circoscrizioni sicurissime per il Senato. Un vergogna, dissero alcuni verdi dissidenti e schifati. Lui, il leader, non fece una piega. Men che meno Marco, che disse a Francesco Battistini del <Corriere>: <<Sono contento d’avere un fratello che sa farsi rispettare. Non vedo dov’è lo scandalo. Io nasco calciatore. Da qualche anno, c’ è un leader nel centrosinistra che mi stima e mi vuole candidare>>. <<E normale che la stimi: siete fratelli!>> <<Non è normale. Lo sa che certi fratelli si odiano? Io quasi non sapevo d’averlo, un fratello. E adesso stanno tutti qui a criticare, quando invece è Alfonso ad averne un vantaggio.>> <<Alfonso?>> <<Sì. Riceve il sostegno di una persona che in fondo ha lasciato qualcosa., nello sport e nelle città in cui ha giocato. Sono io che lo sostengo nelle battaglie, non è lui che appoggia me.>>

 

Pagina 159
Anche i contributi deliberati poco prima delle Politiche del 2006 dalla società Autostrade in favore di tutti i partiti sarebbero stati accolti dall’indifferenza generale, se non fosse successo quel che raramente accade. Verdi e Rifondazione rifiutarono l’obolo: no, grazie.


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POLITICA
25 agosto 2007
LA CASTA NON SI ARRENDE

In questi ultimi giorni Walter Velroni è impegnato nel convincere i cittadini che lui non rappresenta l’ultimo tentativo di Margherita e Ds di riciclarsi per evitare di essere cancellati.
Il sindaco di Roma aveva assicurato che sarebbe andato in Africa dopo aver concluso il suo secondo mandato da primo cittadini, ora si ripresenta come uomo nuovo.
Scrive lettere aperte, rilascia interviste, non dicendo quello che il futuro Pd vuole realizzare (dovrebbe dichiarare che per lui il governo attuale sta “lavorando” male) ma cercando soltanto di vendere il nuovo prodotto. Veltroni vuol far credere che un partito che nasce da un’operazione politica concepita da D’Alema, Fassino, Marini, Rutelli e vecchi apparati, sia un partito nuovo e non l’estremo tentativo di realizzare un nuovo contenitore utile soltanto a cristallizzare il potere acquisito dai soliti noti.
Tra le varie frasi di Veltroni due hanno destato la mia attenzione in particolare. La prima è “Vogliamo un partito nuovo in cui nessuno arrivi con forme organizzate o correnti, in cui tutti si sentano chiamati a mescolarsi con gli altri, in un libero scambio di idee, di convinzioni e di culture politiche che sempre di più farà sentire ad ognuno di essere non una sola cosa, ma più d'una insieme. Così si definirà la nostra nuova identità comune”, bellissima frase, un misto fra lo stile kennediano ed il politichese italiano, una frase che è l’esatto contrario dell’operazione che porterà Veltroni sulla poltrona di segretario del Pd.
La seconda è “Il Partito democratico non potrà presentarsi alle elezioni all’interno di coalizioni disomogenee sul piano programmatico e piuttosto dovrà accettare il rischio, o sperimentare l’opportunità, di correre da solo”. Questa frase per me è rivelatrice del vero obiettivo delle gerarchie del Pd, il loro “sogno” è realizzare un’alleanza con UDC, parte di Forza Italia e con altri cespugli di centro per poter finalmente mettere in pratica l’isolamento di tutti quei partiti che provano a rappresentare (mai degnamente) la Sinistra nel nostro paese.
Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti Italiani e Sinistra Democratica parlano da mesi della necessità di dare una nuova struttura alla Sinistra italiana, ma continuano a parlare senza dare risposte concrete agli elettori, in questo modo riusciranno soltanto a far aumentare in modo esponenziale coloro i quali decideranno di non andare a votare.
A destra le cose non vanno meglio e Berlusconi non riesce a far altro che rispondere alla nascita del Pd andando da un notaio e registrando un nuovo partito imponendo già il futuro segretario, quella Maria Vittoria Brambilla catapultata ai vertici del centrodestra soltanto perché nelle grazie del creatore e padrone di Forza Italia e non certo per meriti politici.
Nel nostro paese siamo di fronte all’estremo tentativo della casta di difendersi, tutti sono impegnati nel cercare di mantenere il proprio poter infischiandosene dei problemi dei cittadini e sono pronti a tutto pur di non mollare le loro poltrone.


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POLITICA
12 agosto 2007
L'ITALIA HA BISOGNO DELLA SINISTRA

La Margherita e i D.s. hanno accelerato, ad ottobre proveranno a far nascere un nuovo partito di centro, con lo scopo di poter governare senza la presenza della sinistra, magari alleandosi con l’UDC del “cattolico” Casini. Questa deriva centrista deve essere riequilibrata da una forte e coesa Sinistra.
In questi mesi si percepisce (basta parlare con la gente e non rinchiudersi nelle stanze con il solito “ceto” politico) il bisogno di Sinistra che c’è nel nostro paese.
Gli italiani chiedono sostegno alle fasce più deboli, lotta senza quartiere al precariato, abbattimento dei privilegi e dei costi della politica, difesa dell’ambiente, tutte prerogative che devono (purtroppo dovrebbero) essere il pane quotidiano per chi fa Politica di Sinistra. Invece assistiamo ad un continuo rimbalzarsi la palla tra Sinistra democratica, Verdi, Pdci e Rifondazione, nessuno che comprenda che questa nostra divisione è pericolosa per la “vita” della Sinistra in Italia. Gli elettori ci chiedono una risposta adeguata e rapida alla loro forte richiesta di Sinistra. Ci chiedono unità, ci chiedono di lasciar perdere i nostri “orticelli” e di impegnarci per risolvere i problemi che stanno affossando la nostra Italia. Ci chiedono di smetterla di discutere e di iniziare ad agire. Personalmente sono convinto che bisogna andare oltre i leader dei partiti della sinistra, la loro difesa dell’orticello è pericolosa, noi compagni della base, noi che cerchiamo i voti mettendoci la faccia, dobbiamo fare un grande sforzo di unità, dobbiamo ricominciare a far politica fuori dalle stanze della casta, dobbiamo far politica tra il Popolo e per il Popolo, dobbiamo ritornare a rappresentare la Sinistra.

politica interna
2 agosto 2007
VERDI vs FORZA ITALIA

Il dover rispondere al coordinatore di Forza Italia sta diventando noioso, ma purtroppo questo “saltimbanco” della politica santandreana continua a voler trascinare i Verdi in una polemica priva di contenuti.
I due rappresentanti di F.I. dopo alcuni mesi di silenzio hanno partorito un articolo fondato sul nulla, un articolo degno del loro impalpabile agire politico.
Il rappresentante politico di Forza Italia che continua ad attaccarmi ed ad attaccare i Verdi sulla stampa dovrebbe fare uno sforzo di memoria ed uno sforzo di obbiettività. La memoria gli servirebbe per ricordare i suoi innumerevoli cambi di partito e di compagine amministrativa, l’obbiettività potrebbe aiutarlo a capire il motivo per il quale nessuno resiste a far politica con lui per troppo tempo.
Blatera sulle deviate interpretazioni sul loro parlare di incesto (questa volta ha aumentato il carico di fesserie sui Di.co. arrivando a parlare di poligamia), voglio ricordargli che nessuno ha mai interpretato nulla, ho solo riportato quello che hanno scritto nella mozione presentata in consiglio comunale (forse non ricorda oltre ai suoi cambi di partito nemmeno quello che scrive).
Nella sua distorta ricostruzione dei fatti del dopo amministrative del 2004 dimentica di dire che il loro rappresentante in maggioranza aveva preso meno voti di altri candidati ma lo stesso coordinatore pretese la poltrona di assessore per F.I. accampando accordi che per tutta la campagna elettorale erano stati tenuti nascosti. Solo per rispetto verso gli elettori che avevano tributato una trionfale vittoria al sindaco ed alla nostra lista i Verdi accettarono l’offerta del primo cittadino di rappresentare la maggioranza in comunità montana.
Nella sua fantomatica visione della politica è convinto che dietro ogni azione ci siano oscuri manovratori, voglio tranquillizzarlo i Verdi di Sant’Andrea non sono manovrabili. Sono consapevole che questo è un grande difetto agli occhi di questo personaggio abituato ad agire nell’ombra. Lo invito a palesare a tutti noi le sue grandi capacità politiche, finalmente potrà decidere di candidarsi in prima persona ma sono certo che non lo farà mai: il giudizio degli elettori fa paura.
Gli attacchi del rappresentante di F.I. sono sempre pregni di livore e privi di contenuti. Critica l’amministrazione solo per il fatto che secondo lui è gestita dalla sinistra, sua antica casa, ma mai riesce a sollevare questioni di merito, se ne deduce che per lui questa maggioranza amministra bene e non avendo modo per attaccarla sul piano amministrativo si inventa attacchi inutili e inconcludenti.
Se fosse vero che il sindaco guarda a sinistra lo capirei, è impossibile essere di destra nel nostro paese se si guarda a chi gestisce Forza Italia.
Sull’ultimo tentativo di creare scompiglio in maggioranza siamo certi della trasparenza del sindaco e quindi noi Verdi prendiamo le affermazioni di messaggi in codice verso F.I. per quello che sono: tentativi di un uomo di partito consapevole del fatto che per lui tutte le strade sono chiuse e che per far parlare di sé è ridotto ad inventare messaggi cifrati in stile “pizzini”. Forse lo fa in onore dei tanti parlamentari del suo partito condannati in via definitiva.
Nel suo strampalato articolo evoca anche la P2 e questa volta è un chiaro omaggio al suo capo, Berlusconi, noto tesserato con la loggia eversiva.
Noi Verdi siamo disposti a confrontarci con gli esponenti di F.I. sul piano politico, alcuni di loro in passato hanno condiviso con noi scelte politiche ed amministrative, ma se decideranno di seguire il loro coordinatore cittadino si condanneranno da soli ad un isolamento politico irreversibile che li renderà come coloro che quando un dito indica la Luna perdono tempo a guardare il dito.


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POLITICA
23 luglio 2007
LA SQUADRA DEL CUORE

 
Questa è l'unica squadra che fa vibrare il mio cuore, l'unica squadra che non bisogno di trucchi per vincere perchè è formata dai migliori.
Ecco parte della squadra Verde che ha organizzato la nostra festa:
seduti da sinistra (ovviamente inizio da sinistra):
Massimiliano: il Verde brontolone, comunque sempre pronto a darmi una mano;
Dario: il Verde istintivo, mi manda a fanculo un giorno si e l'altro pure ma so che in fondo mi vuole bene;
Pino: il Verde griglia,l'unico uomo in grado di resistere alle più alte temperature pur di far assaggiare a tutti i suoi panini;
Pasquale: il Verde palco che si lamenta sempre ma che è pronto a ripartire ogni volta con più entusiasmo;
Fabio: il Verde tutto fare che si occupa di tutto dall'inizio alla fine;
Rosalia: una "futura" Verde, una meravigliosa nuova entrata;
Roberto: il Verde multimediale;
Carlo: un Verde instancabile, ha lavorato tutte le sere senza lamentarsi mai;
in seconda fila:
Francesco: il Verde calciatore, urla sempre ma so che posso contarci;
Marianna: una "futura" Verde per amore, mai una lamentela ma solo km macinati tra i tavoli;
Domenica: la Verde portavoce, con l'esempio (manovra assi di legno e pannelli meglio di noi uomini) è riuscita a far lavorare anche sua santità, unico "neo" la sua mania per i gavettoni;
Giampiero: il Verde fringuello, svolazzava con leggiadria tra i tavoli;
Adriana: una non Verde che non ci ha pensato un momento a metterci a disposizione gli strumenti per lo stand;
Gennaro: il Verde Compagno, da lui mi aspetto sempre di più, mi aspetto che si ricordi sempre cosa vuol dire essere compagni;
Mario: il Verde santità, la cassa è il suo regno, il bilancio fatto sui pezzettini di carta, il venditore di biglietti per antonomasia.
Mancano molte persone nella foto:
Domenico: il papà Verde, un sorriso sempre pronto;
Anna, Romina, Antonietta: le Verdi cicerchie che insieme alla portavoce hanno cucinato in modo unico le nostre "cicerce";
le nonne di Rosalia, che hanno preparato il pane di granturco che tanto successo ha riscosso;
Noemi: la Verde cognata, che per tutta la festa ha sopportato il mio fratellino brontolone;
Franca: la Verde "latitante" che mi ha bagnato come un pulcino;
zia Menecuccia: la Verde che più di tutti mi apprezza e che amo come fosse una mia nonna;
nonno "Ndino": il Verde cacciatore, pronto a tutto pur di assecondare suo nipote.

Voglio ringraziare tutti loro, lo faccio sul blog perchè non sempre riesco a trovare le parole giuste e soprattutto perchè ieri sera non sono riuscito a farlo.

POLITICA
16 luglio 2007
Fiesta
politica interna
8 agosto 2006
STRANE DIFESE CORPORATIVE

Il ministro Livia Turco ha annunciato che in autunno presenterà un disegno di legge per cambiare le norme del lavoro medico: primari e capi dipartimento dovranno lavorare in rapporto esclusivo con il servizio sanitario nazionale.
Finalmente non si assisterà più a quella "moda italiana" tanto in voga tra i primari italiani di voler risolvere i guai dei pazienti solo nelle strutture private. Ancora non si può entrare nel merito di un disegno di legge soltanto annunciato, ma già qualcuno si oppone; è il caso di Cicchitto (forza italia) che con il suo modo di parlare pieno di astio nei confronti della sinistra (parla come un uomo abbandonato dalla sua donna che per vendetta dice le peggio cose sull'amata) ha affermato ''Siccome gli stipendi dei primari sono quelli che sono è evidente che questa ipotesi rientra nella strategia di attacco alle professioni portate avanti dal centrosinistra (è già toccato a farmacisti, notai, avvocati) e per altro verso in un disegno di smantellamento delle posizioni di qualità della sanità pubblica". Tutto normale, a difendere le corporazioni scende in campo Cicchitto, utilizzando a sostegno della bislacca tesi i miseri stipendi (?!?) dei primari. La cosa non normale è quando il deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino afferma ''Non capisco perchè il problema dell'incompatibilità tra pubblico e privato debba essere sollevato solo per i medici e non per tutte le altre professioni. Mi risulta che i professionisti alle prese con due o più attività siano tantissimi''. Questa affermazione mi sembra come quella dei bambini che al rimprovero giusto rispondono "però il mio amico fa le stesse cose e nessuno gli dice nulla". Non vorrei che il trentaquattrenne deputato Pellegrino avesse fatto questa affermazione perchè è medico presso il Secondo Policlinico di Napoli da quando ne aveva 24. Un brillante medico non sarà per forza un brillante politico, speriamo che Pellegrino in futuro possa motivare meglio le sue posizioni senza dare adito a sospetti di difesa di interessi corporativi.


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permalink | inviato da il 8/8/2006 alle 8:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
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lettera aperta
al compagno Luigi

9 dicembre 2005

Compagno Luigi,
ti chiamo compagno, in quanto mangiamo alla stessa tavola della lotta e condividiamo il pane della rabbia e della voglia di cambiare.
Diversi impegni tengono noi entrambi su una corda, come dei funammboli con la benda sugli occhi e senza alcuna protezione sotto di noi.
A volte accadono delle cose e si perde l'equilibrio, col rischio di cadere per terra, col rischio di morire dentro. Ma spesso, quando un funambolo perde l'equilibrio, c'è sempre uno che, tenendosi stretto a una corda d'emergenza, gli va incontro e gli tende una mano.
Così vorrei fare io con questo post. E non preoccuparti di prendere, oltre alla mano, anche il braccio; sei un compagno, è il minimo che possa darti.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

[
c'è bisogno di dire il titolo e l'autore di questa canzone?]

un abbraccio,
Nicola

  
Che Guevara
assassinato il 9 ottobre 1967


Ingrid Betancourt
rapita il 23 febbraio 2002


Peppino Impastato
assassinato il 9 maggio 1978


Rosario Livatino
assassinato il 21 settembre 1990





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